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Sulla compensazione economica degli obblighi di servizio pubblico PDF Stampa E-mail

Nella decisione della Corte di giustizia, sez. V, 3 aprile 2014, C-518/2012, il giudice europeo si è pronunciato sul tema della compensazione degli obblighi di servizio pubblico a seguito di rinvio pregiudiziale da parte del Consiglio di Stato.

Nel caso di specie, la Compagnia Trasporti pubblici S.p.a. (CTP) aveva a suo tempo impugnato, innanzi al Tar Campania, il rifiuto delle autorità provinciali e regionali di concederle un conguaglio per riequilibrare gli investimenti anti-economici sostenuti nello svolgimento di servizi di trasporto a livello urbano, extraurbano e regionale. Il giudice di prime cure aveva rilevato, in proposito, che, ai sensi dell’art. 4 del Regolamento n. 1191/1969 costituente la normativa europea di riferimento, il diritto alla compensazione potesse essere accordato solo a fronte del verificarsi di due condizioni: in primo luogo, la presentazione di apposita ed ufficiale richiesta alle competenti autorità per ottenere la soppressione dell’obbligo di servizio pubblico e, in secondo luogo, il diniego nell’accoglimento di tale domanda. Pertanto, nella fattispecie in questione, non essendo stata avviata nessuna procedura a riguardo, il Tar Campania aveva ritenuto di non dover accogliere il ricorso di CTP.

A seguito dell’impugnazione promossa dalla società ricorrente, il Consiglio di Stato ha, quindi, rinviato la questione alla Corte di giustizia, chiedendo delucidazioni circa l’esatta interpretazione dell’art. 4 del Regolamento n. 1191/1969, questione che si presenta particolarmente delicata a fronte delle modifiche ad esso apportate da parte del Regolamento n. 1893/1991. Più precisamente, secondo la ricostruzione eseguita dal Governo (parte resistente), mentre l’originaria versione dell’art. 4 avrebbe autorizzato a pieno titolo la compensazione per tutti quegli obblighi di servizio pubblico venuti in essere successivamente alla sua entrata in vigore, la versione attuale legherebbe imprescindibilmente tale compensazione alla specifica richiesta, da parte del gestore, di soppressione dei predetti obblighi, a nulla rilevando il contesto temporale in cui gli stessi siano sorti.

Tuttavia, la Corte di giustizia ha ritenuto che nessun elemento consenta di concludere nel senso che il Regolamento n. 1893/1991 abbia modificato il regime applicabile agli obblighi di servizio pubblico sorti successivamente all’entrata in vigore del Regolamento n. 1191/1969. Pertanto, il giudice europeo ha concluso sentenziando che, quanto agli obblighi sorti precedentemente all’entrata in vigore di tale ultimo provvedimento, la compensazione è effettivamente subordinata alla presentazione dell’apposita domanda di soppressione degli stessi obblighi nonché al conseguente rifiuto da parte delle amministrazioni competenti. Al contrario, per gli obblighi sorti in seguito a tale data, l’affermazione del diritto non è subordinata alle medesime condizioni. Ne deriva che la società ricorrente può legittimamente aspirare ad ottenere il conguaglio economico cui ha interesse.

di G. TORELLI

 
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