Munus

L’attuazione di un accordo in materia di servizio idrico integrato rientra nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo PDF Stampa E-mail

Acea S.p.a., gestore del servizio idrico integrato (S.I.I.) in ambito territoriale ottimale, ha proposto ricorso al Tar del Lazio, sede di Latina, al fine di ottenere la condanna del Comune di Atina (FR) alla consegna integrale delle opere, dei beni e degli impianti pertinenti il S.I.I., insistenti sul relativo territorio comunale. In particolare, il ricorrente lamentava l’inerzia dell’ente locale, inottemperante ad un accordo precedentemente sottoscritto con cui si impegnava ad eseguire le predette consegne, così da consentire ad Acea la corretta gestione del servizio.

Il Tar condannava la parte resistente ad adempiere gli obblighi pattuiti, nominando altresì un commissario ad acta.

Il Comune di Atina impugnava la sentenza innanzi al Consiglio di Stato, il quale respinge ogni singola doglianza.

In dettaglio, il giudice d’appello ritiene che sia destituita di fondamento la pretesa inammissibilità del ricorso originario per mancata impugnazione, da parte di Acea, di una pregressa determinazione amministrativa, essendo questa priva di autonoma capacità lesiva. Sulla asserita violazione del principio del ne bis in idem, data la contemporanea pendenza di una causa presso il Tribunale di Cassino, con identiche parti ed identici petitum e causa petendi, il Consiglio di Stato nega possa applicarsi l’istituto della litispendenza, la cui disciplina deve escludersi laddove i giudici aditi appartengano, come nel caso di specie, a due giurisdizioni differenti. Neppure può ritenersi, come invece sostenuto dall’appellante, che Acea sia decaduta in primo grado dalla possibilità di proporre ricorso ai sensi dell’art. 31, co. 2 c.p.a. Infatti, benché il termine annuale sia trascorso, la sua decorrenza incide solamente sul piano processuale e non su quello sostanziale, ragion per cui è legittimo promuovere una seconda volta l’istanza di avvio del procedimento, e la relativa azione avverso il silenzio. Ancora, il Consiglio di Stato conferma, contrariamente a quanto lamentato dal Comune, che la consegna materiale delle opere pertinenti il S.I.I. costituisce attività vincolata, il che ha consentito ad Acea di richiedere in primo grado la pronuncia sulla fondatezza della pretesa.

Come ultimo motivo di gravame, l’appellante contesta il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo, in favore del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche (TSAP), a suo dire competente in tema di controversie riguardanti la gestione del S.I.I.

Anche questa doglianza viene respinta.

Nella pronuncia è innanzitutto evidenziato che l’art. 140, r.d. n. 1775/1933 devolve al TSAP le contese aventi ad oggetto la demanialità delle acque pubbliche, i limiti dei corsi o bacini, nonché i diritti relativi alle deviazioni e alle utilizzazioni dell’acqua pubblica. Al contrario, in base alla norma citata, non rientrano nella giurisdizione di questo giudice le controversie relative al diritto del concessionario alla corretta applicazione delle disposizioni regolanti la concessione delle opere e degli impianti pertinenti il S.I.I.

Inoltre, il Consiglio di Stato ricorda che, stando all’interpretazione resa dalla giurisprudenza prevalente, l’art. 143 del medesimo r.d. attribuisce alla cognizione del TSAP tutti quei provvedimenti con un’incidenza immediata e diretta in materia di acque pubbliche, e cioè volti  a regolarne l’uso, o comunque idonei a disciplinare concretamente la gestione e l’esercizio delle opere idrauliche, o a determinare le modalità di acquisto dei beni per la loro realizzazione.

Tuttavia, nel caso in questione, le premesse sono differenti. Infatti, il giudice non ravvisa nella colpevole inerzia dell’amministrazione un provvedimento che incida direttamente sul regime delle acque pubbliche; al più, potrebbe ravvisarsi nel comportamento dell’ente locale un’incidenza indiretta su tale regime, comunque non idonea a radicare la giurisdizione del TSAP.

In definitiva, il Consiglio di Stato ritiene che la controversia riguardi l’esecuzione di un accordo tra pubbliche amministrazioni, la cui risoluzione spetta alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo.

di G. TORELLI

 

 
You are here  : Home News L’attuazione di un accordo in materia di servizio idrico integrato rientra nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo