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Conclusioni dell’indagine conoscitiva sul trasporto pubblico locale PDF Stampa E-mail

Il giorno 8 aprile 2014 la IX Commissione della Camera Trasporti, poste e telecomunicazioni ha approvato il documento conclusivo dell’indagine conoscitiva sul trasporto pubblico locale, il quale ha posto in evidenza come le recenti dinamiche della domanda di mobilità mostrino una contrazione nell’utilizzo del mezzo privato, dovuta anche alla crisi economico - finanziaria.

In conseguenza di ciò, si è sottolineata l’esigenza di attuare nel settore del trasporto pubblico locale una politica di investimenti espansiva che permetta il miglioramento della qualità nonché una diffusione capillare del servizio, elementi “tali da assicurare ai cittadini l’esercizio del diritto alla mobilità, da favorire un miglior utilizzo delle risorse ambientali, contrastando l’inquinamento e la congestione del traffico, e da consentire una ripresa economica con riferimento sia alla filiera produttiva del settore che ad una maggiore competitività dei territori”.

Riguardo al finanziamento pubblico, in particolare, nel documento in esame si individuano, tra gli interventi da sviluppare, l’innalzamento del Fondo nazionale per il concorso finanziario dello Stato agli oneri del trasporto pubblico locale, la sua alimentazione attraverso la compartecipazione al gettito dell’imposta sui redditi o dell’IVA e, infine, il potenziamento del finanziamento della spesa in conto capitale per l’acquisto di mezzi e il miglioramento di infrastrutture. Inoltre, si osserva che la ripartizione delle risorse tra le regioni, che dovrebbe superare il criterio della spesa storica per essere basata sui fabbisogni e costi standard, rende necessario adottare strumenti di monitoraggio degli andamenti del servizio e della relativa spesa, attivando procedure di commissariamento e l’adozione di piani di rientro (con il ricorso alla leva tributaria) nel caso in cui la spesa oltrepassi le risorse disponibili con la formazione di debiti.

Dall’indagine è emerso altresì che il livello dei sussidi pubblici è più alto in Italia di quanto non sia nei principali Paesi dell’Unione europea. Al fine di incrementare i ricavi da traffico, si suggerisce, peraltro, di contrastare maggiormente l’evasione tariffaria sia attraverso l’intensificazione dei controlli e la definizione di modalità di accesso al mezzo che escludano la possibilità di farlo per chi non dispone del titolo di viaggio, sia introducendo sistemi di bigliettazione a bordo dei mezzi e di differenziazione dei prezzi tenendo conto, tra l’altro, dei tempi di utilizzo del mezzo pubblico.

Sotto un altro aspetto, l’analisi svolta ha mostrato come situazioni di inadeguatezza del trasporto pubblico possono dipendere dalla perdita, da parte dei soggetti pubblici, della capacità di verificare come vengono impiegate le risorse dedicate al settore e di adottare, nei confronti del soggetto affidatario della gestione, gli indirizzi opportuni. Questa tendenza sarebbe favorita dalla commistione di ruoli, presente nonostante la previsioni sulla incompatibilità tra incarichi.

Al fine di superare queste problematiche, la Commissione parlamentare ha suggerito che il contratto di servizio deve rappresentare lo strumento attraverso il quale l’ente pubblico definisce gli obiettivi e i parametri di qualità così come le risorse pubbliche destinate al servizio, potendo imputare al gestore il rischio commerciale in modo da stimolarlo a contenere i costi.

Altro elemento di criticità segnalato è quello derivante dalla ridotta dimensione delle aziende, che si dovrebbe superare con l’affidamento per ambiti non eccessivamente ristretti, prevedendo l’intervento sostitutivo dello Stato nel caso di mancata definizione degli ambiti e istituzione o designazione dell’ente di governo dell’ambito da parte delle Regioni ai sensi degli artt. 3 bis del d.l. n. 138/2011 e 13 del d.l. n. 150/2013.

Quanto alle modalità di affidamento del servizio, si riscontra che viene privilegiato l’affidamento diretto e che, anche nel caso in cui sia svolta una gara, viene sovente confermato l’operatore storico. Una delle ragioni che più influenzano tale status quo è la difficoltà di organizzare in modo efficace gare per l’assegnazione di servizi che risultano significativamente in perdita: pertanto, si suggerisce di mantenere l’affidamento diretto sulla base dell’art. 61 della l. 99 del 2009, individuando però le condizioni relative alle caratteristiche del territorio, alla domanda di trasporto e alle connesse modalità di espletamento del servizio che giustifichino tale mantenimento. In tal caso, rimane tuttavia fermo che le autorità affidanti devono aggiudicare tramite procedura ad evidenza pubblica almeno il 10 per cento dei servizi oggetto dell’affidamento a soggetti diversi da quelli sui quali esercitano il controllo analogo, nel rispetto dell’art. 4 bis del d.l. 78/2009. Nonostante questa possibilità, la Commissione auspica comunque l’apertura alla concorrenza, cui potrebbe contribuire la definizione, da parte dell’Autorità di regolazione dei trasporti, degli schemi dei bandi di gare per l’assegnazione dei servizi di trasporto in esclusiva, assicurando in tal modo l’assenza di condizione discriminatorie o impeditive nell’accesso al mercato, ai sensi dell’art. 37 del d.l. n. 201/2011.

Sono, infine, suggerite alcune azioni specificamente rivolte a creare una “mobilità sostenibile”, tra cui si segnalano interventi sulla

programmazione della viabilità, il coordinamento tra gli orari delle attività economiche e sociali e le diverse forme di trasporto pubblico locale, l’uso delle innovazioni tecnologiche nonché, la ricostituzione del Fondo per la mobilità sostenibile, le cui disponibilità risultano ad oggi esaurite.

di M. ROVERSI MONACO

 
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