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La Corte di Giustizia e il controllo analogo PDF Stampa E-mail

La sentenza della Corte di Giustizia del 29 novembre 2012, nelle cause riunite C-182/11 e C-183/11, ha ad oggetto una questione pregiudiziale,sollevata dal Consiglio di Stato ex art. 267 TFUE.

In particolare, la questione riguarda la possibilità di affidare "in house" il servizio di igiene urbana ad una società a capitale interamente pubblico, da parte di due Comuni che in quella società detengono una partecipazione tanto piccola da risultare quasi formale e, in virtù di patti parasociali sottoscritti con il Comune azionista di maggioranza, poteri di gestione molto limitati.

La Corte di Giustizia ritiene che una partecipazione solo formale non sia sufficiente a giustificare la deroga all'obbligo della gara, poiché la condizione del controllo analogo, indispensabile per l'affidamento "in house", è soddisfatta, in caso di società affidataria partecipata da più autorità pubbliche, solo "qualora ciascuna delle autorità stesse partecipi sia al capitale sia agli organi direttivi".

Nel quadro di questo principio, la valutazione in concreto sulla idoneità del modello gestionale e della compagine della società affidataria a soddisfare il requisito del "controllo analogo", spetta al giudice nazionale.

 
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