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Valutazione nel campo degli aiuti di Stato. Bozza di guida metodologica: concetti e raccomandazioni

Tipologia dell'atto
Linee guida
Data Pubblicazione in GU
novembre 2013
Con questo documento, attualmente soggetto a consultazione pubblica, la Commissione europea ha reso nota la sua intenzione di affiancare un procedimento di valutazione ex-post degli aiuti di Stato all'ordinario scrutinio ex-ante, che è il presupposto per la loro concessione. Quest'ultimo, svolto sulla base di criteri predefiniti, non consente di verificare il possibile impatto degli aiuti sul mercato nel corso del tempo, sebbene sia invece di fondamentale importanza la consapevolezza dei risultati effettivamente raggiunti grazie all'impiego di fondi pubblici, per l'assunzioni di decisioni politiche ponderate. La misurazione dell'impatto degli aiuti e l'esperienza pratica sono, infatti, elementi fondamentali che consentono di assumere misure d'intervento più efficaci e meno distorsive per il mercato, legittimando l'impiego del denaro dei contribuenti e migliorando l'efficienza dell'intervento pubblico. L'obiettivo di questa guida metodologica è quello di diffondere alcune best practice già presenti, suggerendo un approccio uniforme e condiviso tra gli Stati membri e assicurando valutazioni di qualità elevata e tra di loro comparabili. La Commissione ritiene che, entro pochi anni, i vantaggi connessi allo svolgimento di queste verifiche a posteriori si renderanno palesi: quando i primi report saranno pronti, le evidenze e raccomandazioni in essi contenute saranno strumenti utili nel perfezionamento delle misure di aiuto già in essere e nella predisposizione di quelle future. Tuttavia, la valutazione sarà rivolta solo a quegli aiuti di Stato di più ampia portata, ovvero quelli in grado di produrre, almeno presumibilmente, il più forte impatto sul mercato interno. L'impiego di questo nuovo strumento deve rimanere proporzionato e concentrarsi su quelle poche tipologie di aiuto, che abbiano il più ampio potenziale di distorsione sulla concorrenza, senza determinare un inutile appesantimento del procedimento amministrativo. Di pari passo, si procederà ad una semplificazione dell'esame delle misure di aiuto di rilevanza esclusivamente locale e con un impatto più contenuto sugli scambi commerciali, riconoscendo una maggiore autonomia agli Stati membri attraverso, tra l'altro, un ampliamento delle esenzioni per categoria. Da questa prospettiva le valutazioni ex-post devono essere considerate come un elemento che completa lo strumentario a disposizione nell'accertamento ad approvazione degli aiuti di Stato, poiché consente un alleggerimento dello scrutinio anteriore ed amplia le fattispecie in cui un aiuto potrà essere concesso, senza che si realizzi l'apposito procedimento di accertamento da parte della Commissione. L'introduzione di un procedimento di valutazione a posteriori non ha, in alcun caso, come obiettivo quello di rendere possibile che un aiuto già concesso possa essere messo in discussione, quando sia stato ragionevolmente dichiarato compatibile sulla base dello scrutinio ex-ante. Quanto alle tipologie di aiuto sottoposte a valutazione, esse sono: a) le misure di aiuto di portata ampia; b) le misure di aiuto innovative, ovvero mai introdotte prima; c) le misure di aiuto che, sulla base di una verifica caso per caso, possono imbattersi in cambiamenti significativi (di mercato, tecnologici, di regolazione) durante la loro implementazione; d) aiuti eventualmente individuati da linee guida di settore. Il procedimento di valutazione dovrà essere oggettivo, rigoroso, imparziale e trasparente; dovrà essere condotto sulla scorta di metodologie comprovate e da persone dotate di esperienza. Affinché i report redatti al termine delle valutazioni diano un contributo significativo, si intendono promuovere best practice e valutazioni di qualità elevata e comparabili. L'obiettivo primario della valutazione è scoprire come il beneficiario dell'aiuto si sarebbe comportato se non fosse stata concessa alcuna sovvenzione. Il suo raggiungimento può essere facilitato considerevolmente qualora il procedimento di valutazione sia tempestivamente ed adeguatamente preparato, attraverso la predisposizione di un piano che dovrà contendere una serie minima di elementi, quali: a) lo scopo dell'aiuto, i suoi presupposti, gli obiettivi della valutazione, l'individuazione dei principali indicatori di risultato; b) una metodologia; c) il monitoraggio e la raccolta dei dati; d) una cronologia; e) l'organo incaricato della valutazione; f) una peer review; g) le modalità di impiego dei risultati. Lo scopo complessivo delle valutazioni a posteriori degli aiuti di Stato è verificare la sussistenza di un equilibrio tra le loro finalità pubblicistiche e l'impatto sulla concorrenza e sul mercato interno, ovvero tra gli effetti positivi, che saranno esaminati rispetto alla loro effettiva consistenza ed entità, e gli effetti negativi. Occorre perciò verificare se la misura di aiuto: 1) sia efficace nel raggiungere il suo scopo primario, quello per il quale è stata introdotta; 2) produca effetti secondari positivi, in attinenza allo scopo primariamente perseguito; 3) produca effetti secondari negativi sulla concorrenza. La valutazione servirà, dunque, a confermare se l'assunto che ha costituito il presupposto per la concessione dell'aiuto di Stato sia ancora valido, o meno, migliorando la misura nel suo disegno complessivo e introducendo, ove possibile, correttivi che calibrino l'intervento dello Stato per quanto necessario a garantire l'equilibrio complessivo tra effetti positivi e distorsivi.
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