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Sulla gestione dei rifiuti urbani nelle more dell’affidamento del servizio da parte delle Autorità d’ambito.

Tipologia dell'atto
Sentenza
Organo
TAR Toscana
Numero
991/2014
Il TAR della Toscana, con la sentenza n. 991 del 3 giugno 2014 ha parzialmente accolto il ricorso proposto da un’Autorità d’ambito avverso gli atti relativi ad una gara indetta da un’Unione di Comuni per l’affidamento del servizio di gestione di rifiuti urbani, annullandoli nella parte in cui non prevedono una clausola risolutiva del contratto al momento dell’affidamento del servizio da parte dell’Autorità d’ambito. Ad avviso dei giudici, infatti, se da un lato gli enti attualmente affidanti sono «titolari del potere-dovere di (continuare a) gestire il servizio di raccolta dei rifiuti urbani durante il periodo transitorio fino a che il nuovo sistema, con la gestione a livello di ambito, non sarà operativo», dall’altro tali amministrazioni devono evitare di effettuare nel periodo transitorio operazioni che siano in grado di compromettere l’avvio del nuovo sistema. La sentenza, dopo aver ricostruito il quadro normativo che disciplina la materia, e richiamati in particolare l’art. 13 del d.l. 150/2013 e l’art. 68 della l.r. Toscana n. 15/2014, osserva che il sistema “a regime” prevede che «siano le autorità competenti per ciascun ambito a programmare ed organizzare il servizio di gestione dei rifiuti urbani e che, dunque, le stesse effettuino l’affidamento ad un unico gestore per ciascun ambito». In tale sistema «le Amministrazioni comunali non possiedono […] alcuna competenza nella materia de qua». Le norme transitorie che consentono la prosecuzione degli affidamenti in essere devono essere intese dunque nel senso di prevedere una possibilità e non di un obbligo di prosecuzione degli affidamenti in essere. Di contro le amministrazioni affidanti, in considerazione della necessità di garantire il servizio, «non sono private […] del potere di organizzare il servizio in attesa che entri a regime la gestione del medesimo da parte dell’autorità. Esse pertanto, in base a considerazioni di opportunità e convenienza […] sono libere di scegliere se prorogare l’affidamento del servizio con i gestori in essere alle condizioni vigenti, laddove questi siano disponibili, oppure effettuare una nuova gara ad evidenza pubblica». Qualora optino per la seconda strada «l’affidamento ex novo del servizio non può ledere le competenze istituzionali in materia [delle Autorità d’ambito]». Il Tar ha ritenuto che un giusto contemperamento tra il potere/dovere dei Comuni di continuare a garantire il servizio ed il rispetto delle competenze delle Autorità d’ambito possa essere raggiunto «mediante l’inserimento nel contratto oggetto di affidamento da parte [dell’Amministrazione comunale] di una clausola risolutiva, avente effetto dal momento in cui il servizio sarà affidato da parte dell’Autorità [d’ambito]». Al contrario, ad avviso del Collegio dal quadro normativo vigente in materia non emerge alcun effetto risolutivo automatico dei contratti stipulati [da un Comune] per l’affidamento del servizio nel “periodo transitorio”.
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